RSS
Eugenia De Francesco
Eugenia De Francesco - Così è: Oblomov oggi, fotografia su carta opaca, inchiostro su carta - 100 (b) x 100 (h) x 50 cm (p)
 
Il libro che ha ispirato quest'opera è "Oblomov" (I. Gončarov, 1859) il cui omonimo protagonista è, nella storia della letteratura, l'emblema della pigrizia, dell'apatia e dell'alienazione. Le prime due foto rappresentano la trasposizione odierna di quello che potrebbe essere un Oblomov del nostro tempo, perennemente distratto e incantato dal suo smartphone e immobilizzato sul divano. La terza e ultima foto rappresenta invece la catarsi del soggetto, grazie all'abbandono del suo telefono, lasciato in terra.
Enzo Romani
Enzo Romani - Lo viso mostra lo color del core, terracotta patinata su base di legno - 30 x 60h x 27 cm
 
Per me è stata una grande emozione l’aver scoperto l’esistenza nella Biblioteca Angelica di una copia superstite dell’Editio Princeps della Divina Commedia. Mi son detto: ecco Dante è qui vicino. Ho accettato l’invito a partecipare al concorso pensando, molto umilmente, non solo di modellarne le fattezze, ma di leggere anche nella profondità della sua sapienza.
Piergiorgio Maiorini
Piergiorgio Maiorini - Ptah, metallo saldato e verniciato - 20 x 20 x 35 cm
 
Nella mitologia egizia Ptah è un dio creatore, patrono degli artigiani e degli architetti nonché dio del sapere e della conoscenza: elementi che vengono da secoli trasmessi dai libri. Nell’iconografia è raffigurato come un uomo con barba, che tiene fra le mani uno scettro composito con l’ankh (simbolo della vita), l’uas come bastone del potere, e il djed (simbolo della stabilità).
Da alcune fonti viene considerato il solo creatore non creato dell'intero universo.
Maya Pacifico
Maya Pacifico - The county of the blind, pagine di libro tagliate e bruciate, incollate su cassa intelata - 100 x 100 cm
 
Alle frasi scritte con il piombo su un supporto di pagine bruciate e incollate sotto uno strato di garza, corrispondono le sculture di carta ritagliata in tante striscioline mobili: anche queste pagine di libro trattengono i resti e le testimonianze di un'umanità vissuta, di presenze ormai dissolte nel tempo. Nella forma installativa svelano una propria doppia anima: una essenzialmente pratica e affermativa, positiva e dinamica e un'altra anima, più spirituale, che restituisce alle opere una lettura essenzialmente di opposizione...
Lydia Predominato
Lydia Predominato - Messaggio prorompente, pop fiber, tessitura artigianale, tecnica dell'avvolgimento e del finto velluto, imbottitura - 50 (h) x 52 x 35 cm
 
L'opera consiste di una tela artigianale imbottita e con un'anima metallica presentata come un libro aperto a metà. Dalla parte centrale aggettano numerosi fili di ferro animati e ricoperti di filo identificati come "messaggio prorompente". Finta scrittura a capoversi colorati, costola posteriore di saia artigianale. Montato su zoccolo di legno laccato tramite elemento ligneo inserito internamente nella parte mediana.
Patrizia Olivieri
Patrizia Olivieri - Paolo e Francesca, altorilievo - 80 x 40 cm
 
(...) I' Cominciai: "Poeta, volentieri parlerei a quei due che 'nsieme vanno, e paion sì al vento esser leggeri". Ed elli a me: "Vedrai quando saranno più presso a noi; e tu allor li priega per quello amor che i mena, ed ei verranno" (...) Dante Alighieri, Inferno , Canto V, vv. 73-78.
Andrea Rosiello
Andrea Rosiello - L'asino d'oro, legno trattato - 41 x 13 x 48 (h) cm
 
Diretto riferimento all’opera di Apuleio, nella quale l’autore descrive il protagonista Lucio nella sua metamorfosi in asino e del suo viaggio in giro per il mondo alla ricerca delle sue sembianze umane. Il viaggio è metafora di arricchimento personale, ovvero solo attraverso una maggiore conoscenza vi è una crescita interiore che permette di passare da uno stato di asini, quale simbolo di ignoranza, in Uomini. Questa scultura vuole essere un omaggio ad Apuleio e all’importanza della conoscenza. Realizzata con legno di ulivo recuperato, adeguatamente trattato e lavorato.
Beatrice Palazzetti
Beatrice Palazzetti - Curvelinee, tecniche miste - 28,5 x 13,5 x 4 cm
 
Il libro è composto di vari materiali lavorati con tecniche diverse. La parte cartacea è costituita da fogli di carta stampati a secco e stampe ad acquaforte; è presente una poesia dell'artista che si inspira all'opera. Le tavolette di legno sono incise con sgorbie e punta. Il tutto per comporre un libro che vuole essere un'opera destinata a durare nel tempo come i libri del passato che ci sono stati tramandati.
Chicco Margaroli
Chicco Margaroli - Poter aprire, vetro smerigliato e nido - 21 x 29,7 cm
 
Un libro chiuso con pagine di vetro temperato e smerigliato con testo dedicato, inserimento di nido vero.
Margherita Levo Rosenberg
Margherita Levo Rosenberg - Memoria Letter-aria, XRay films, decofix, collage - 100 x 100 x 35 cm
 
Il significato di “Memoria Letter’aria” è sintetizzato nel titolo: la comunicazione digitale vaporizza la concretezza della parola scritta per restituirla in un’esplosione di frammenti, attraverso l’etere, come una manciata di petali evanescenti che stenta a ritrovare il calice comune. Costruita con pellicole radiografiche sminuzzate, stralci di pagine di un’antologia scolastica della Divina Commedia e carta specchio, rimanda al processo di trasformazione - culturale e umana - che la rete digitale e la realtà virtuale impongono.
Aldisio Giuseppe D'Elia
Aldisio Giuseppe D'Elia - Adolescenza violata, pietra bianca e tessuto - 30 x 30 x 23 cm
 
Il riferimento a "Lolita" di Vladimir Nabokof è palese: il libro che ha ispirato l'omonimo film di Stanley Kubrick. Il contrasto tra le linee morbide della candida pietra bianca, raffigurante il ventre già discretamente sensuale ma ancora acerbo di un'adolescente, e la gonnellina abbassata, vuole essere una forte denuncia contro l'orrendo crimine della pedofilia. In questo senso l'opera va "oltre il libro", come nelle intenzioni del concorso, con il suo impatto violento e immediato.
Alberta Piazza
Alberta Piazza - Autoscopio, libro, superficie riflettente e metallo, basamento - 22 x 27 x 20 h
 
Dispositivo che viene spontaneamente interpretato come un libro, ma non lo è perché si nega alla lettura in favore dell’introspezione. La sentenza “conosci te stesso” (in latino “nosce te ipsum” che traduce il greco “γνῶϑι σεαυτόν” e che tutte si riflettono nella parte interna dell’autoscopio) esortava gli uomini al riconoscimento della propria condizione di umana limitatezza. L’autoscopio vuole rappresentare il doppio processo conoscitivo attivato dalla riflessione: il fenomeno fisico che evidenzia il testo sottostante e prioritariamente, l’invito all’ introspezione come scoperta del sé.
Emilio Sorvillo
Emilio Sorvillo - La forza delle lettere, tecnica mista: mdf/acciaio/sabbia/acrilico - 39 x 18 x 15 cm (lato x lato x altezza) 
 
L’opera intende evidenziare che quanto riportato nelle pagine di un libro, ed addirittura le singole lettere, ha il significato emotivo e formativo enorme per il lettore, così da mettere in discussione le proprie conoscenze e convinzioni con una forza tale da schiacciarlo al suolo.
Nobushige Akiyama
Nobushige Akiyama - Liberazione, carta giapponese, resina trasparente, travertino noce - 29 x 29 x 42 cm
 
L'opera è realizzata in carta giapponese prodotta dall'artista, come fossero le pagine di un libro. Sono libere e volteggiano.
Alice Voglino
Alice Voglino - Così è se vi pare, colori acrilici su 2 cartoncini contrapposti; struttura espositiva in legno - 80 (h) x 65 (b) x 20 (p)

L’opera si ispira alla commedia di Luigi Pirandello. La realtà è un insieme di tante percezioni e di differenti punti di vista personali. Ogni realtà ha un davanti - la parte che vediamo subito, nell’immediato - e un dietro, la parte di realtà che vediamo dopo, con il tempo; quando ci soffermiamo e ci accorgiamo che esiste altro, riconosciamo nuove sfumature e differenti forme, un dentro e un fuori, un vicino e un lontano. Tutto si forma e si trasforma sotto l’occhio dell’osservatore.
Domenico Luca Pannoli
Domenico Luca Pannoli - I love you (tra migliaia di parole ti ho incontrata), inchiostro su acetato e su carta, graffette metalliche - 26 x 17,8 x 7,2 cm
 
Un “vecchio” libro del 1920, destinato all'oblio del macero, rinasce dalle ceneri trasformandosi in un messaggio d'amore per la persona amata attraverso pochi, essenziali, significativi gesti. Un foglio di acetato piegato e colorato di rosso, in cui vengono unite - con un paio di graffette metalliche - due pagine del volume facendo incontrare i pronomi personali "I" e "you" evidenziati nel testo. Si crea così una figura a forma di cuore che mette in relazione le due parole e ne completa il significato.
Giovanni De Gara
Giovanni De Gara - De vera arboris historia, legno timbro a caldo - 90 x 70 x 50 cm
 
I libri sono ricavati da pezzi di legno recuperati da mobili da buttare, bancali rotti, scarti di falegnameria. Niente è stato aggiunto o tolto: nodi, venature, graffi, cicatrici; il legno trovato è stato riquadrato e smussato, per un romanzo di poesia e arte, composita, immediata, stratificata. Ogni volume è un’opera unica, è diverso per dimensioni, aspetto, trama; pur nella diversità individuale si intitola sempre "La vera storia di un albero". Ogni esemplare racconta un mistero da decifrare.
Marina Buening
Marina Buening - Universes inside and outside the box, marmo, carta, legno, incisioni - 90 x90 cm, sfere 20 x 20 cm  
 
Nella mia adolescenza la libreria della mia città aveva un grande fascino perché lì si aprivano nuovi mondi per me. Ogni libro conteneva un mondo diverso, qualche volta anche un intero universo completamento sconosciuto. L’idea per questo lavoro mi è venuta dopo aver lavorato un bel po’ con l’incisione, avendo come tema i cerchi. Per me è abbastanza naturale come scultrice trasporre le cose nella terza dimensione e ogni cerchio per me è potenzialmente un universo, o una galassia, come i libri della biblioteca. La poesia di W. Blake è il filo rosso che collega tutto insieme.
Daniel Clark
Daniel Clark - Reliquiario del pittore, legno, stucco, vetro, vernice - 70 x 16 x 16 cm
 
The library is a place of preservation and sharing. Bits of knowledge and memories from people across the centuries are held in this sacred space much like a reliquary holds the holy fragments of the church's history. In response, I have created my own reliquary to preserve my time working in Rome. The vitrine is filled with excess oil paint scraped from my palette during the past year- evidence of the many paintings I produced. In the same way that words in a book may show the path to a great invention or discovery, my paint shows the process and core elements of my work.
Isabelle Dehais
Isabelle Dehais - Parnaso, travertino lavorato con intervento tessile - 100 x 60 cm
 
Luogo di culto delle Muse, il Parnaso è da sempre venerato dai poeti. Sul Parnaso si posarono Deucalione e Pirra che riporteranno in vita il genere umano tirandosi sassi alle spalle, le ossa di madre terra. L’opera tessile dialogante con le pietre di Deucalione (2006) omaggia le triadi femminili riconducendoci alla nostra creatività. Le Pietre di Deucalione e di Pirra, provenienti dal Montarozzo del Barco vicino alle antiche cave di travertino di Tivoli, sono schegge di blocchi serviti a costruire le grandi opere romane come il Colosseo.
Luca Di Luzio
Luca Di Luzio - Atlas, ego imago mundi, 32 tecniche miste su carta e 32 stampe digitali su carta rilegate in un libro - 30 x 40 x 6 cm
 
L’opera è un "atlante geografico" sui confini del mio essere: un libro senza parole dove le mie impronte corporee sono tramutate in mappe di territori immaginari. Il corpo è il luogo attraverso cui l’essere conosce e incontra il mondo ed il simbolo scelto per questa relazione è il quadrato inscritto nel cerchio. Ho tolto l' uomo vitruviano inscritto nel quadrato e ho inserito un globo diviso in meridiani e paralleli all’interno della circonferenza. L’uomo vitruviano appare latente con la geolocalizzazione, nella circonferenza-globo, delle mie impronte corporee come luoghi geografici.
Cosetta Mastragostino
Cosetta Mastragostino - Pagine, cartapesta su legno - 70 x 80 x 18 cm
 
Pagine da 2000 anni …. fragili e resistenti attraversano il tempo per superare la mortalità dell’uomo; a loro vengono affidate la memoria storica e il sapere per rendere immortali ed eterni i valori e le azioni degli uomini.
Melissa Pitzalis
Melissa Pitzalis - Seduta celeste, cera gesso e pigmento - 24 x 10 x 9 cm
 
L'oggetto libro è fondamentale nella storia dell'uomo. Il libro è da millenni il veicolo del sapere per eccellenza. In seduta celeste il libro scompare per lasciare spazio al gesto della lettura, della comprensione. La cosa più importante è ciò che rimane, la conoscenza e la condivisione di pensieri.
Orlando Carretta
Orlando Carretta  - Ex libris, miniatura, collage, legatura - 36 x 25 x 28 cm
 
L'opera in questione rappresenta una delle prime biblioteche costituite in Italia da Francesco Petrarca. Oltre i libri, dalle cinquecentine alle seicentine, possiamo trovare delle xilografie, incisioni, lettere e sigilli papali, dove l'arte contemporanea sposa i libri del passato.
Otello Giacomin
Otello Giacomin - Moduli, taglio mediante fiamma ossidrica - 15 x 10 x 60 cm
 
La scultura in oggetto è ricavata da un'unica lastra di ferro, tagliata mediante l'uso della fiamma ossidrica, ottenendo così due stele. Il taglio dritto e inclinato segue una forma ritmica e costante che ricorda l'immagine di un libri aperto visto come un modulo geometrico che si sviluppo in senso verticale. L'aspetto esterno del materiale risulta con la sua tipica ossidazione naturale, bloccata con resine specifiche.
Fiorenza Gorio
Fiorenza Gorio - Madonna con bambino, mosaico tecnica diretta - 42 x 50 cm
 
" Vergine Madre, figlia del tuo Figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio,
tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo Fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l'amore,
per lo cui caldo ne l'etterna pace
così è germinato questo fiore.(...)"
(Dante, Paradiso, XXXIII).
Yorgos Giotsas
Yorgos Giotsas - EM-E-GERE (Popolo dalla testa nera), tecnica mista, carta bruciata, materiale tessile, foglia d'oro, colla, resine e frammenti di vecchie costruzioni - 76 x 76 cm
 
L'artista Yorgos Giotsas presenta un libro (dal titolo sumerico EM-E-GERE) così come potrebbe essere riesumato da uno scavo archeologico. Da strumento e documento di sapienza millenaria, il tempo l'ha trasformato in una poltiglia di materiali dalle più eterogenei origini, quasi a legittimare concettualmente il fondamentale principio di Henri Bergson secondo cui "la materia è memoria", come dire che la materia è sempre un "residuo" mentale.
A cura di Giuliano Serafini
Florencia Costa
Florencia Costa - Bianca e volta, luce su carta-proiezione - min 15 x 21 mass 100 x 100 cm
 
Scrivere con la luce e stampare sulla fabbrica. Scrivere e riscrivere, fugacemente. La tecnica precaria e primitiva scelta per realizzare questa proiezione, il font utilizzato e la citazione evocano duplicemente la poetica di un movimento originario dell’arte contemporanea e un mestiere, la tipolitografia e la sua terminologia.
Ugo Spagnuolo
Ugo Spagnuolo - Vuoto di memoria: scripta manent, Imbottigliatrice + bottiglia + dispositivo elettronico - 60 x 60 x 90 cm
 
Una bottiglia nella tappatrice; azionando la leva appare sul display la scritta di una parte del famoso detto: scripta manent o verba volant, una voce proferisce l’altra metà del motto in molteplici lingue. Il Vuoto di memoria è contenitore e (non) contenuto ed anche perdita del ricordo; bottiglia e tappatrice, simboleggiano i concetti del conservare e del preservare. L’Interattore, turando la bottiglia, diviene sacerdote della sacralizzazione della parola scritta, esorcizzandone la perdita.
Antonio Pizzolante
Antonio Pizzolante - A big art book, pannelli mdf, specchio, tela grezza, ritagli di carta - 45 x 30 cm
 
Parola e immagine, un libro d'artista, al cui interno una tela grezza con tre lettere ritagliate compongono la parola 'art'. Sull'altra facciata uno specchio, qualcosa che si interpone, una barriera che però è anche significato: la parola 'art' riflessa diviene 'tra' , qualcosa che si interpone, appunto. Il concetto stesso di arte è alla base di questo lavoro. Essa è intesa sia come immagine, rappresentazione (di se stessa), sia come studio sui libri.
Sofia Cavicchini
Sofia Cavicchini - Libri 1-14, differenti materiali su carta - dimensioni variabili
 
Da alcuni anni la mia ricerca è rivolta alla realizzazione di Ambienti, ovvero di "spazi" tridimensionali concretamente attraversabili dall'osservatore. L’opera “Libri 1-14” consiste in un’installazione di 14 libri realizzati con diversi materiali e in cui ogni pagina è un progetto per una futura installazione (Ambiente), per un totale di circa 500 progetti differenti. I libri possono essere esposti su tavoli o appesi a parete tramite un filo e consultabili direttamente dai visitatori.
Maurizio Perissinotto
Maurizio Perissinotto - Nemesis, tecnica mista  45 x 37 x 40 cm
 
Una ricerca attraverso l´immagine di Böchklin come metafora della memoria e della nemesi.
Silvia Garau
Silvia Garau - Interior libris, tecnica mista - 30 x 30 x 22 cm
 
Opera basata sull'idea che il contenuto del "libro" venga estratto e interiorizzato fisicamente dal fruitore.
Maria Vittorini
Maria Vittorini - Circo-stanza-poetica, tecnica mista - 45 x 35 cm
 
Nello spazio circense le figure sono assottigliate, divenute segni calligrafici di una unità  metrica di una stanza in versi, in comtrappunto al testo poeticosottostante le cancellature.
Yenny Mariline Luccisano
Yenny Mariline Luccisano - Questo libro, non si annusa non si legge e non si ascolta, creta - 26 x 16 x 17 cm
 
Essendo il concorso volto a valorizzare sia i libri che l'arte contemporanea non ho potuto che rivisitare il libro negli schemi di strutture geometriche ed architettoniche contemporanee forniteci da grandi architetti come Le Corbusier nella sua Notre Dame oppure il Guggenheim Museum di Bilbao di Frank Gehry.
 
 
Powered by Phoca Gallery

ideato e promosso da:

LogoMibact          Logo Angelica2014

 

 con la collaborazione di: