La storia della Biblioteca Angelica: la prima biblioteca aperta al pubblico in Europa

 

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La Biblioteca Angelica è una delle 45 biblioteche pubbliche statali (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo). Prende il nome dal vescovo agostiniano Angelo Rocca (1546-1620), scrittore erudito e appassionato collezionista di edizioni pregiate, responsabile della Tipografia Vaticana durante il pontificato di Sisto V. Negli ultimi anni del XVI secolo Angelo Rocca affidò la sua raccolta libraria (20.000 volumi circa) ai frati del convento di Sant'Agostino di Roma, stabilendo che la biblioteca del convento fosse aperta a tutti senza limiti di stato e di censo: nasce nel 1604 la prima biblioteca aperta al pubblico in Europa. 

L'incarico di Segretario della Congregazione dell'Indice dei Libri Proibiti, ricoperto da Angelo Rocca, permise alla Biblioteca di conservare i volumi vietati dagli organi della censura ecclesiastica. In Angelica sono presenti edizioni di testi proibiti ancora oggi fondamentali per gli studi e le ricerche sul periodo della Riforma e della Controriforma. 

Nel 1762 fu acquistata la ricchissima biblioteca del cardinale Domenico Passionei (1682-1761), che raddoppiò il patrimonio dell'Angelica e soprattutto lo arricchì dei testi che quel cardinale, legato agli ambienti giansenisti romani, aveva ricercato e acquistato nei viaggi, in qualità di inviato pontificio nei paesi dell'Europa protestante. In quegli stessi anni i frati incaricarono della ristrutturazione del convento l'architetto Luigi Vanvitelli, che terminò la realizzazione dell'attuale salone di lettura della Biblioteca Angelica (Salone Vanvitelliano) nel 1765, prima di recarsi a Caserta, dove realizzò la magnifica Reggia. 

Le vicende degli agostiniani in Angelica ebbero termine nel 1873, con il passaggio della Biblioteca allo Stato italiano.

Dal 1940 l' Angelica conserva in deposito circa 10.000 volumi di proprietà dell'Accademia Letteraria dell'Arcadia (volumi a stampa, 41 manoscritti, lettere autografe degli Arcadi e componimenti arcadici, relativi soprattutto alla letteratura italiana del Settecento). 

Dal 1975 dipende dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. 

Oltre 200.000 volumi costituiscono il patrimonio librario dell'Angelica, di cui più di 100.000 editi dal XV al XVIII secolo. Di particolare importanza il primo libro stampato in Italia, il De Oratore di Cicerone (1465) e la prima edizione della Divina Commedia (1472).

 

           

 

La Galleria

 

La Galleria è lo spazio della Biblioteca riservato prevalentemente alle esposizioni di arte contemporanea. 

La Galleria vanta una posizione predominante nel centro storico di Roma, tra piazza di Sant'Agostino, piazza San Luigi dei Francesi, dove sono conservate le famosissime Storie di San Matteo di Caravaggio e Piazza Navona, centro nevralgico del turismo.

E’ situata al pianterreno del settecentesco palazzo di S. Agostino, ristrutturato da Luigi Vanvitelli nella seconda metà del XVIII secolo. Nello storico palazzo convivono la Biblioteca Angelica, l’Avvocatura Generale dello Stato e la chiesa di S. Agostino, che conserva i prestigiosi capolavori di Raffaello ( il profeta Isaia ) e di Caravaggio ( La Madonna dei Pellegrini ).

 

                        

 

 

 

 

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